In Alleanza

Il blog del Centro Internazionale di Spiritualità


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Dobri Pastir

Najveća potreba današnjeg čovjeka je potreba za Istinom, za dobrom i istinskim vodstvom i to na svim razinama. Ta potreba se javlja iz činjenice da je čovjek današnjice poprilično izgubljen. Svjesno ili zavedeno, čovjek je postao rob mnogih krivih ciljeva služeći se sredstvima koja se nimalo ne uklapaju u kršćansku ljestvicu vrednota, evanđeoskih vrednota. Stoga nam je potrebno zagledati se u istinskog Vođu, u lik Dobroga Pastira i način njegovog vodstva te ponovno otkriti ljepote istinske dobrote koju nam je on objavio.

Evanđelje sv. Ivana nam predstavlja bitne karakteristike Dobrog Vođe. On je onaj koji:

  • poznaje one koje vodi
  • daje im život
  • snažno ih brani jer njemu pripadaju – nitko ih ne može oteti iz njegove ruke

Prva potreba čovjeka je biti voljen. Unatoč tolikim ponudama i izvorima komunikacije čovjek se osjeća usamljeno i ne shvaćeno. Osjećamo silnu potrebu da nas netko pozna u našim dubinama, u našoj intimi, u našoj ranjenosti. On, Dobri Pastir, to čini. On posjeduje tu istinu o nama. On, koji je naše boli na sebe uzeo.

Druga važna čovjekova potreba je potreba za srećom – živjeti život u punini. I upravo  tu potrebu Dobri Pastir izvršava darujući sama sebe za one koji mu pripadaju. Prolijeva svoju Krv za njih i ostavlja im samog sebe u Kruhu Života da ga blaguju i tako imaju život u sebi, život u izobilju.

Treća potreba današnjeg čovjeka je biti slobodan i siguran, vjerovati vodstvu. Upravo Dobri Pastir jedini ispunjava sve uvjete sigurnosti i vjernosti. Jedna priča kazuje da je jedna ovca otkrila  rupu u prostoru ovčinjaka, i pobjegla je van. Bila je tako radosna što je otišla. Međutim, jako se udaljila, i izgubila se. Opazila je tada da je slijedi vuk. Trčala je, a vuk ju je i dalje gonio. Na njezinu sreću stigao je pastir, i spasio je. S ljubavlju ju je stavio na ramena i donio u ovčinjak. Pastiru su govorili da zatvori rupu u ovčinjaku ali on to nije htio učiniti.

Možemo se upitati: zašto pastir nije želio zatvoriti rupu u ovčinjaku? Evo odgovora: jer u Kristovom ovčinjaku su samo ovce koje tu žele biti, a one koje žele otići, slobodne su izići ali ih i dalje Dobri prati, ne ostavlja ih.

Ostanimo u blizini Dobrog Vođe, u Njegovom ovčinjaku, slušajući  Njegov glas – idimo za Njim.

Matija Paviƈ  ASC


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IL Buon Pastore

Il più grande bisogno dell’ uomo di oggi è un bisogno di verità, il bene e genuina leadership a tutti i livelli. Questa necessità deriva dal fatto che l’uomo d’oggi è abbastanza perso. Consapevolmente o invogliato, l’uomo è diventato schiavo di molti obiettivi falsi utilizzando mezzi che non fanno  parte della scala dei valori cristiani, i valori evangelici. Pertanto, abbiamo bisogno di vedere un vero leader. Fissiamo gli  occhi nella figura del Buon Pastore e il modo della sua gestione, e riscopriamo la bellezza della vera bontà che ci ha rivelato.

Il Vangelo di San Giovanni presenta le caratteristiche essenziali di un buon leader. Egli è colui che:

– Conosce quelli che sostiene

– Dà loro la vita

– Vigorosamente gli  difende perché appartengono a lui – nessuno le rapirà dalle sue mani

Sono queste le caratteristiche che caratterizzano le esigenze di ogni persona. Nonostante tante offerte e le fonti di comunicazione l’uomo si sente solo e non capito. Sentiamo il grande desiderio di farci conoscere da qualcuno nelle nostre profondità, nella nostra intimità, nelle nostre ferite. Lui, il Buon Pastore, fa questo.  Egli possiede la verità su di noi. Egli, che il nostro dolore lo ha preso sulle sue spalle.

Un altro importante bisogno umano è la necessità di felicità – di vivere la vita in pienezza. E proprio questo  bisogno il Buon Pastore compie nel dare se stesso a coloro che appartengono a lui. Lui versa il suo sangue per loro e gli lascia se stesso nel pane di vita da mangiare e così loro hanno la vita in se, la vita in abbondanza.

La terza esigenza dell’uomo odierno è quello di essere libero e sicuro nella leadership, avere la fiducia nel leadership. Proprio il Buon Pastore risponde su tutti i requisiti di sicurezza e di fedeltà. Una storia narra che una pecora ha trovato un buco nello spazio del ovile, ed è fuggita fuori. Lei era così felice perché se ne andata via. Tuttavia, lei si è molto allontanata, e si è persa. Notò poi che è stata seguita da un lupo. Lei correva, pero il lupo la perseguitava. Fortunatamente, il suo pastore è arrivato, e la salvata. Con l’amore la ha messa sulle spalle e riportato all’ovile. Al Pastore hanno detto che bisogna chiudere il buco nell’ovile, ma lui non voleva farlo.

Possiamo chiederci: perché il pastore non ha voluto chiudere il foro nell’ovile? Ecco la risposta: perché nel gregge di Cristo sono solo pecore che vogliono essere qui, e se qualche  vogliono andare sono libere di uscire, ma ancora il Buon Pastore li segue, non gli lascia.

Rimaniamo sempre nella vicinanza del Buon Pastore,  nel suo ovile, ascoltando la sua voce, andiamo a Lui.

 

Matija Paviƈ  ASC


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Good Shepherd

The greatest need today’s man is a need for truth, for good and genuine leadership at all levels. This need arises from the fact that the man of today is quite lost. Consciously or misguided, man has become the slave of many false targets using means which are not at all fit into the Christian scale of values, evangelical values. Therefore, we need to see a true leader, in the figure of the Good Shepherd and the manner of its management, and to rediscover the beauty of true goodness which he has revealed.

The Gospel of St. Ivana presents the essential characteristics of a good leader. He is the one who:

– Knows the ones that keep

– Gives them life

– Vigorously defend them because they belong to him – no one can snatch them out of his hands

The first need of man is to be loved. Despite so many deals and sources of communication man feels lonely and not understood. We feel compelled to let us know someone in our depths, in our intimacy, our woundedness. He, the Good Shepherd, it seems. He possesses the truth about us. He, who is our pain upon himself.

Another important human need is the need for happiness – to live life to the full. And just this need the Good Shepherd executed by giving himself to those who belong to him. He sheds his blood for them and leaves them himself in the Bread of Life to eat and so have life in himself, life in abundance.

Third needs of modern man is to be free and safe, trusted to leadership. Precisely the Good Shepherd only meets all the requirements of security and fidelity. One story has it that one sheep found a hole in the space sheep pen, and fled outside. She was so happy she escaped. However, she went wery far and got lost. She then noticed that was followed by a wolf. She ran but the wolf still pursued. Fortunately for her shepherd arrived, and saved her. With love he put her on his shoulders and brought back to the  sheep pen.  The people said to the shepherd to close the hole in the sheep pen but he did not want to do.

We can ask ourselves: why the shepherd did not want to close the hole in the sheep pen? Here’s the answer: because in Christ’s flock we are only sheep that want to be here, and those who want to go there are free to go out,  but still Good Shepherd, do not leave them.

Ceeping clouse to the Good Sheperd in his sheep pen, listening to his voice and let us go to him.

Matija Paviƈ  ASC


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la casa museo di Santa Maria De Mattias a Vallecorsa,

Il giorno 18 marzo 2016 è stata inaugurata la casa museo di Santa Maria De Mattias a Vallecorsa, suo paese natale.
Qui venne ad abitare da quando aveva 9 o 10 anni. La famiglia De Mattias vi si trasferì tra il 1814-15.
Fino all’età di 9-10 anni Maria De Mattias abitava nella palazzo de’ Rossi. Questa casa che era proprietà dei de’ Rossi, la famiglia più importante di Vallecorsa, la cedettero alla famiglia De Mattias. Lo scambio di case era motivato dalla necessità che i de’ Rossi avevano di ingrandire il loro Palazzo e anche dal fatto che i De Mattias trovavano più decorosa questa casa e in più perché era attigua all’abitazione della prima moglie di Giovanni De Mattias, Rosaria de’ Vecchis. Giovanni De Mattias acquistò questa casa.
In questa casa vissero alcune generazioni dei De Mattias: la famiglia di Giovanni e Ottavia De Angelis, genitori di Maria; quella di Michele e Carolina Sacchetti, fratello e cognata di Maria; quella di Pio, nipote di Maria De Mattias e, infine, quella di Gino e Rina, pronipoti di Maria De Mattias.
In questa casa santa MDM parla. È lei che ha reso sacre queste mura, perché qui scoprì la sacralità della propria esistenza.
Le mura e le stanze di questa casa ci parlano di molte cose di Maria De Mattias e della famiglia De Mattias. Ne ricordiamo solo alcune:
1) Ci parlano della sua infanzia e adolescenza
Accanto al padre sostava la sera fino a che non prendesse sonno. Vicino al camino il padre le raccontava le storie bibliche e lei si cibava di quei sacri racconti e dunque della Parola di Dio che iniziava ad illuminare il suo cammino.

2) Queste mura ci parlano del suo discernimento
Nella sua cameretta avvenne il travaglio, la maturazione e la grande decisione di dedicare tutta la sua vita al Signore e al “caro prossimo”.

3) Queste mura ci parlano del suo cammino interiore
Queste mura ci fanno conoscere il cammino interiore di Maria De Mattias attraverso l’aiuto e l’accompagnamento della Madonna. Sarà Lei a guidarla e a mostrarle Suo Figlio Gesù. C’è nella sua cameretta il quadro della Madonna della Maternità alla quale Maria De Mattias volgeva lo sguardo per chiedere luce e protezione.

4) Queste mura ci parlano di Maria, donna della Parola
Qui scoprì la sua attitudine nel parlare, quando da giovinetta, iniziò a riunire le ragazze davanti alla sacra immagine di Gesù Bambino, sue compagne per palare loro di Dio e della storia della Salvezza da farne la donna della Parola.

5) Qui nasce un nuovo progetto
Queste stanze ci parlano del concepimento e della gestazione di un grande progetto: la fondazione delle Adoratrici del Sangue di Cristo, un Istituto che lei già vede sparso in tutto il mondo dove tante donne continuano a fare quello che lei ha fatto.

6) La partenza
E’ la casa da cui, 182 anni fa, la Santa dopo il concepimento e la gestazione durata ben 10 anni e all’età di 29 anni, parte per far nascere in Acuto, il 4 marzo 1834, la nuova creatura: un Istituto tutto dedito all’amore di Dio e alla propagazione delle glorie del Divin Sangue.

Questo luogo può diventare la casa di ciascuno di noi, di ogni pellegrino che vi entra e che desidera fare un itinerario spirituale, ripercorrendo tutte le tappe di santa Maria De Mattias.

Milena Marangoni ASC

 


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The house museum of St. Maria De Mattias

The house museum of St. Maria De Mattias was inaugurated on March 18, 2016 in Vallecorsa, her home town.
Maria began to live in this house when she was 9 or 10 years old. The De Mattias family moved there between 1814 and 1815.
Until Maria De Mattias was 9 or 10, she lived in the de’ Rossi building. This house, which was owned by the de’ Rossi family, the most important family of Vallecorsa, was given over to the De Mattias family. The exchange of houses was done because the de’ Rossi family needed to have a larger home and also because it was connected to the home of Giovanni De Mattias’ first wife, Rosaria de’ Vecchis. Giovanni De Mattias acquired this house.
Several generations of the De Mattias family lived in this house: the family of Giovanni and Ottavia De Angelis, the parents of Maria; that of Michele and Carolina Sacchetti, Maria’s brother and sister-in-law; that of Pio, Maria De Mattias’ nephew; and finally that of Gino and Rina, great nephew and great niece of Maria De Mattias.
MDM spoke in this house. It was she who made these walls sacred, because it was here she discovered the sacredness of her very existence.
The walls and rooms of this house tell us many things about Maria De Mattias and the De Mattias family. We will recall only some:
1) They speak of her childhood and adolescence
She would stay with to her father in the evening until she grew sleepy. Sitting near the fireplace her father told her Bible stories, and she was nourished by those holy stories and thus by God’s Word, which began to enlighten her journey.

2) These walls tell us about her discernment
Her anguish, maturation and the big decision to dedicate all her life to the Lord and her “dear neighbor” occurred in her small bedroom.

3) These walls tell us about her interior journey
These walls let us know the interior journey of Maria De Mattias through the help and accompaniment of Our Lady. It will be She who leads her and shows Maria her Son, Jesus. In her bedroom is the picture of Our Lady of the Maternity toward which Maria De Mattias turned her gaze to ask for light and protection.

4) These walls tell us about Maria, woman of the Word
Here she discovered her aptitude for speaking, when as a young woman she began to gather the girls, her companions, in front of the sacred image of the Child Jesus to tell them about God and the history of Salvation, making her the woman of the Word.

5) A new project is born here
These rooms tell us about the conception and gestation of a great project, the foundation of the Adorers of the Blood of Christ, an Institute that she had already seen spread in all the world where many women were continuing to do what she had done.

6) Her departure
It is the house from which, 182 years ago after a ten-year conception and gestation period, the holy woman left to begin the new being in Acuto on March 4, 1834 – an Institute completely dedicated to God’s love and the spreading of the glories of the Divine Blood.

This place can become home for each of us, for each pilgrim who enters here and desires to make a spiritual journey by passing along all the life experiences of St. Maria De Mattias.

Milena Marangoni ASC


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PACE A VOI

 

PACE A VOI!

è l’annunzio del giorno di Pasqua!

Non solo l’assenza della guerra, che già cambierebbe il volto della nostra umanità, da sempre lacerata da lotte e conflitti in tante parti del pianeta, ma la pienezza dei doni di Dio. La possibilità che tutto si trasformi secondo la bellezza che Dio dona. Possibilità, appunto.

MANDO VOI… COLORO A CUI PERDONERETE I PECCATI, SARANNO PERDONATI

Dalle parole successive di Gesù si comprende che il dono della Pace deve essere accolto, e il Regno della Pace è una conquista. La missione dei discepoli ha questo scopo: il dono dello Spirito Santo permetterà di rimuovere l’ostacolo del peccato, mediante il perdono.

La Pace non si instaura con una legge universale a cui tutti devono sottostare, ma deve essere scelta da ciascuno: deve trionfare in ogni cuore, purificato dal perdono.

TOMMASO… NON ERA CON LORO

L’altro ostacolo è l’incredulità… Ma davvero Gesù è risorto? Davvero non ha rimproverato nessuno? Davvero si fida ancora di noi? Davvero…?

E Gesù è pronto a rafforzare una fede vacillante: basta chiedere!

MIO SIGNORE E MIO DIO

Ora sì: il cuore è risanato, la speranza è rifiorita, la certezza della presenza di Dio accompagna il discepolo. Può iniziare la missione!

I discepoli vanno, vogliono portare a tutti la Buona Notizia, quella notizia che, stavolta sì, ha cambiato davvero la loro vita.

Non sono resi fragili dalla pretesa di essere qualcosa in più degli altri: hanno sperimentato che la scelta del Signore non è caduta su persone perfette, addirittura infallibili, ma su persone in cammino, come tutti. Persone che possono cadere, ma non debbono dubitare di potersi rialzare: Dio è misericordia, Dio è amore!

Celebriamo la Domenica della Divina Misericordia, nell’Anno della Misericordia! Al moltiplicarsi delle porte sante, delle giornate dedicate, delle indulgenze, con cui chiediamo misericordia, corrisponde un moltiplicarsi della misericordia “donata”?

Senza questa scelta non si compie nessun cambiamento, non si vince nessuna sfida del nostro tempo: come cristiani, come Chiesa, stiamo acquisendo la “mentalità vincente” della misericordia?

Papa Francesco ci ha fissato l’obiettivo:

“La prima verità della Chiesa è l’amore di Cristo. Di questo amore, che giunge fino al perdono e al dono di sé, la Chiesa si fa serva e mediatrice presso gli uomini.

Pertanto, dove la Chiesa è presente, là deve essere evidente la misericordia del Padre. Nelle nostre parrocchie, nelle comunità, nelle associazioni e nei movimenti, insomma, dovunque vi sono dei cristiani, chiunque deve poter trovare un’oasi di misericordia” (Misericordiae vultus 12).

Don Terenzio Pastore CPPS


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PEACE TO YOU!

Is the Easter day announcement!                                                                                                                 Not only the absence of war, which already would change the face of our humanity, forever wounded by fighting and conflicts in so many parts of the planet, but the fullness of God’s gifts. The possibility that everything be transformed according to the beauty that God gives. Possibility, precisely.

I AM SENDING YOU…THOSE WHOSE SINS YOU WILL FORGIVE, WILL BE FORGIVEN               By the following words of Jesus we understand that the gift of Peace must be welcomed, and the Reign of Peace is a conquest. The mission of the disciples has this purpose: the gift of the Holy Spirit will allow removing the obstacle of sin, through pardon.Peace is not established with a universal law that everyone must submit to, but must be chosen by each one: it must triumph in every heart, purified by pardon.

THOMAS … WAS NOT WITH THEM                                                                                                             The other obstacle is incredulity…But is Jesus truly arisen? Did he really not reprove anyone? Does he still really trust us?  Really?And Jesus is ready to strengthen a shaky faith:  one only has to ask!

MY LORD AND MY GOD                                                                                                                                   Now, yes: the heart is healed; hope has blossomed again, the certainty of God’s presence accompanies the disciple. He can initiate the mission!The disciples go; they want to bring the Good News to all, that news that, sometimes yes, has truly changed their life.They are not weakened by the pretense of being something more than others: they experienced that the Lord’s choice did not fall on perfect persons, even infallible ones, but on persons on the journey, like everyone. Persons who can fall, but must not doubt being able to rise again: God is mercy, God is love!We are celebrating the Sunday of Divine Mercy, during the Year of Mercy! Does a multiplication of mercy “given” correspond to the multiplication of Holy Doors, of days dedicated, of indulgences with which we ask for mercy?Without this choice not one change is effected, no challenge of our times is conquered: as Christians, as Church, are we acquiring the “winning mentality” of mercy?

Pope Francis has set the objective for us:                                                                                               “The Church’s first truth is the love of Christ. The Church makes herself a servant of this love and mediates it to all people: a love that forgives and expresses itself in the gift of oneself. Consequently, wherever the Church is present, the mercy of the Father must be evident. In our parishes, communities,  associations and movements, in a word, wherever there  are Christians, everyone should find an oasis of mercy.”  (The Face of Mercy,  12).

Don Terenzio Pastore CPPS