In Alleanza

Il blog del Centro Internazionale di Spiritualità

Essere tutto ciò che possiamo negli OCCHI di Dio. ( Gv 9,8-15 // I Pt 3,18-22 // Mc 1,12-15)

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I domenica di quaresima, Anno B , il 22 febbraio 2015

Durante la quaresima, cerchiamo di concentrare la nostra attenzione su Gesù, la sua chiarezza di missione, la sua intimità con Dio, e la sua fedeltà alla nuova alleanza. Ancora oggi ci scuotono questi tre aspetti sulla conoscenza di Gesù.

Il racconto del battesimo di Gesù nel Giordano precede la descrizione delle tentazioni nel deserto (cfr Mc 1,9-13) è l’inizio del suo ministero in Galilea (cfr Mc 1,13-15). Il battesimo di Gesù è un’esperienza religiosa in cui la conoscenza di sé abbraccia la sua chiamata al ministero. L’ unzione dello Spirito gli da il potere di sentire : «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto» (Mc 1,11).

Questo racconto può servire ad illuminare la nostra comprensione sulla potenza dello Spirito di Dio nella nostra vita. Come l’andare di Gesù presso Giovanni per essere battezzato, arriva il momento nel nostro cammino spirituale che anche noi ci rendiamo conto che siamo chiamati ad andare al di là della “via ordinaria”. In modo profondo ci rendiamo conto che dobbiamo abbandonare ciò che è ordinario nella nostra vita per fare scattare l’energia nuova per la missione. Non è facile affermare il nostro talento, dire la nostra verità, e rischiare. Come Gesù entriamo spesso “nel deserto” della tentazione di “tornare al modo di fare del passato”. Sentiamo i demoni che dicono: «chi pensi che tu sia?» , oppure : «sono abbastanza buono »? o «che cosa dirà la gente?»

La tentazione che Gesù ha sperimentato non è stata capace di convincerlo alla facilità immediate di soddisfare i bisogni temporali o la gloria mondana. Egli è rimasto fedele alla nuova conoscenza di sé da Servo-Messia. Gesù è stato subito stimolato e ha proclamato: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo.»

In particolare durante la quaresima, la Chiesa ci presenta Gesù come persona che conosce l’amore incondizionato di Dio, e il desiderio di Dio che noi ci convertiamo e crediamo nel vangelo. Gesù è l’icona della testimonianza e della persona che permette che lo Spirito le guidi. Queste attitudini vengono dal nostro battesimo e sono il modo in cui siamo discepoli nel mondo oggi.

“INTERROGARE IL PROPRIO CUORE”

Hai sperimentato di “essere spinto” a un risveglio spirituale in modo positivo come Gesù nel momento del suo battesimo? In quale modo questo “essere spinto” nel ministero o nella vita comunitaria ti impedisce ad essere attento allo voce dello Spirito? In quali modi sei tentato a tornare al modo di fare del passato? Sono le nostre tentazioni e le “bestie feroci” la paura di queste domande: Chi pensi che tu sia? Sono abbastanza buono? Che cosa dirà la gente? Come proclami che “il tempo è compiuto?” Dai testimonianza che il “Regno di Dio” è vicino? Apprezzi che il “convertirsi e il credere nel vangelo” vuol dire che dobbiamo abbandonare gli atteggiamenti e i comportamenti che limitano l’operare di Dio nella nostra vita per portare la speranza, l’umorismo, e la felicità?
Sara Dwyer, ASC

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