In Alleanza

Il blog del Centro Internazionale di Spiritualità

Quinta Domenica di Quaresima

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Alzatosi allora Gesù le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch’io ti condanno; và e d’ora in poi non peccare più». (Giovanni 8:10-11)

Dopo una tale mattina, dov’è andata la donna? Dove poteva andare? Sono stati frettolosi i suoi passi, per paura che sarebbero ritornati quegli uomini? Era confusa e disorientata, da non saper dove andare? Se n’è andata via davvero, oppurre si è attardata accanto a quest’uomo strano ma avvincente?

Non abbiamo delle risposte alla domanda di che cosa ha fatto, ma forse il nostro cuore ci dice oggi che se, infatti, era andata via, alla fine sarebbe ritornata. Siccome era stata salvata da una morte inevitabile, forse qualcosa di duro dentro di lei era stata spezzato e lei sarebbe rimasta pura e innocente di nuovo.

Spesso quando riflettiamo su questo passo ci poniamo in mezzo alla folla che è andata via.Oggi, immaginiamo che siamo la donna che se n’è andata, perché, in fin dei conti, non siamo anche noi peccatrici? E non dobbiamo affrontare la condanna? Certo, siamo come i farisei, prontissimi a condannare. Ma, oggi, immaginiamoci donne sprezzanti e forse disperate, che hanno fatto una scelta cattiva. Incontriamo faccia-a-faccia l’unica persona che potrebbe capire che sotto il nostro peccato c’è il nostro destino.

Dopo che il nostro peccato è stato perdonato, chi siamo allora? Riconosciamo questa persona tutta nuova? Gesù pensa di si`. Gesù non sente il bisogno di istruire la donna sul suo comportamento futuro. Gesù sa che lei troverà la via per tornare a casa. E forse Gesù sapeva che la via versa la casa l’avrebbe condotta proprio a Lui. Similmente, sa che una volta sperimentata la sua grazia riconciliante, anche noi possiamo trovare la via alla vita eterna.

Oggi, mentre la donna adultera diventa la nostra santa patrona, forse capiremo che il perdono è la nostra porta alla libertà; e che siamo chiamata a passarci dentro. E, passata per la porta, forse comprenderemo che la nostra missione è di aiutare agli altri di sperimentare il perdono anche loro.

Sr. Janis Yaekel, ASC

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