In Alleanza

Il blog del Centro Internazionale di Spiritualità

VIA CRUCIS DEL RIFUGIATO

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Canto di inizio
Nella memoria di questa passione,
noi ti chiediamo perdono, Signore,
per ogni volta che abbiamo lasciato
il tuo fratello morire da solo.
Noi ti preghiamo, Uomo della croce,
Figlio e fratello, noi speriamo in te!
Nella memoria di questa tua morte,
noi ti chiediamo coraggio, Signore,
per ogni volta che il dono d’amore
ci chiederà di soffrire da soli.
Noi ti preghiamo, Uomo della croce,
Figlio e fratello, noi speriamo in te!
Nella memoria dell’ultima cena,
noi spezzeremo di nuovo il tuo pane
ed ogni volta il tuo corpo donato
sarà la nostra speranza di vita

«Nella nostra epoca, i flussi migratori sono in continuo aumento in ogni area del pianeta: profughi e persone in fuga dalle loro patrie interpellano i singoli e le collettività, sfidando il tradizionale modo di vivere e, talvolta, sconvolgendo l’orizzonte culturale e sociale con cui vengono a confronto. Sempre più spesso le vittime della violenza e della povertà, abbandonando le loro terre d’origine, subiscono l’oltraggio dei trafficanti di persone umane nel viaggio verso il sogno di un futuro migliore. Se, poi, sopravvivono agli abusi e alle avversità, devono fare i conti con realtà dove si annidano sospetti e paure. Non di rado, infine, incontrano la carenza di normative chiare e praticabili, che regolino l’accoglienza e prevedano itinerari di integrazione a breve e a lungo termine, con attenzione ai diritti e ai doveri di tutti. Più che in tempi passati, oggi il Vangelo della misericordia scuote le coscienze, impedisce che ci si abitui alla sofferenza dell’altro e indica vie di risposta che si radicano nelle opere di misericordia spirituale e corporale».
Papa Francesco

Signore, con questa via crucis, chiediamo perdono per la nostra indifferenza verso tanti fratelli e sorelle, ti chiediamo perdono per ogni volta che ci siamo accomodati e chiusi nel nostro benessere che porta all’anestesia del cuore, ti chiediamo perdono per coloro che con le loro decisioni a livello mondiale hanno creato situazioni che conducono a questi drammi.
Perdono Signore!

I Gesù condannato a morte: Crocifiggilo! Lo consegnò perché fosse crocifisso

Ti saluto o Croce santa, che portasti il Redentor.
Gloria lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor.

Respingere gli immigrati è un atto di guerra. È un conflitto non risolto, questa è guerra, questo si chiama violenza, si chiama uccidere. Papa Francesco
– Chi è colui che ho condannato? Di chi mi sono lavato le mani?

Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore

II Gesù caricato della croce: Gesù, portando la croce, salì verso il Calvario

Ti saluto o Croce santa, che portasti il Redentor.
Gloria lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor.

Non di rado, l’arrivo di migranti, profughi, richiedenti asilo e rifugiati suscita nelle popolazioni locali sospetti e ostilità. Nasce la paura che si producano sconvolgimenti nella sicurezza sociale, che si corra il rischio di perdere identità e cultura, che si alimenti la concorrenza sul mercato del lavoro o, addirittura, che si introducano nuovi fattori di criminalità.

Papa Francesco

– Quali sono le mie paure nel rispondere al bisogno degli altri?

Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore
III Gesù cade per la prima volta: Egli ha preso su di sé i peccati dei popoli

Ti saluto o Croce santa, che portasti il Redentor.
Gloria lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor.

Quei nostri fratelli e sorelle cercavano di uscire da situazioni difficili per trovare un po’ di serenità e di pace; cercavano un posto migliore per sé e per le loro famiglie, ma hanno trovato la morte. Quante volte coloro che cercano questo non trovano comprensione, non trovano accoglienza, non trovano solidarietà! E le loro voci salgono fino a Dio!

Papa Francesco

– In un breve momento di silenzio ti presento, Signore, le speranze, i sogni e le sofferenze di ogni rifugiato.

Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore

IV Gesù incontra sua madre: Donna, ecco tuo figlio

Ti saluto o Croce santa, che portasti il Redentor.
Gloria lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor.

Missione della Chiesa, pellegrina sulla terra e madre di tutti, è amare Gesù Cristo, adorarlo e amarlo, particolarmente nei più poveri e abbandonati; tra di essi rientrano certamente i migranti ed i rifugiati, i quali cercano di lasciarsi alle spalle dure condizioni di vita e pericoli di ogni sorta. Chiesa senza frontiere, madre di tutti.

Papa Francesco

– Ci affidiamo alla tua intercessione, o Maria, Madre dei migranti e dei rifugiati, che hai sperimentato con San Giuseppe l’amarezza dell’emigrazione in Egitto e sai cosa essa comporta.

Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore

V Gesù aiutato da Simone di Cirene a portare la croce: Chi non prende la sua croce ogni giorno non è degno di me

Ti saluto o Croce santa, che portasti il Redentor.
Gloria lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor.

Ognuno di noi è responsabile del suo vicino: siamo custodi dei nostri fratelli e sorelle, ovunque essi vivano. La cura di buoni contatti personali e la capacità di superare pregiudizi e paure sono ingredienti essenziali per coltivare la cultura dell’incontro, dove si è disposti non solo a dare, ma anche a ricevere dagli altri. L’ospitalità, infatti, vive del dare e del ricevere.

Papa Francesco

– A chi ho dato la mia mano, accogliendo e facendomi solidale?

Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore

VI Veronica asciuga il volto di Gesù: gli si fece vicino, unse le sue ferite

Ti saluto o Croce santa, che portasti il Redentor.
Gloria lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor.

La rivelazione biblica incoraggia l’accoglienza dello straniero, motivandola con la certezza che così facendo si aprono le porte a Dio e nel volto dell’altro si manifestano i tratti di Gesù Cristo. […] Cari migranti e rifugiati non lasciatevi rubare la speranza e la gioia di vivere, che scaturiscono dall’esperienza della divina misericordia, anche grazie alle persone che vi accolgono e vi aiutano.

Papa Francesco

– Sono capace di riconoscere il volto di Cristo in uno straniero, nel rifugiato, nell’emarginato?

Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore

VII Gesù cade per la seconda volta: Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto.

Ti saluto o Croce santa, che portasti il Redentor.
Gloria lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor.

Migranti e rifugiati non sono pedine sullo scacchiere dell’umanità. Si tratta di bambini, donne e uomini che abbandonano o sono costretti ad abbandonare le loro case per varie ragioni, che condividono lo stesso desiderio legittimo di conoscere, di avere, ma soprattutto di essere di più. È impressionante il numero di persone che migra da un continente all’altro, così come di coloro che si spostano all’interno dei propri Paesi e delle proprie aree geografiche.

Papa Francesco

– L’indifferenza uccide: come rendermi solidale con la sofferenza ingiusta di tante persone la cui identità è violata?

Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore

VIII Gesù incontra le donne di Gerusalemme: Non piangete su di me, ma sui vostri figli

Ti saluto o Croce santa, che portasti il Redentor.
Gloria lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor.

Il coraggio della fede, della speranza e della carità permette di ridurre le distanze che separano dai drammi umani. Gesù Cristo è sempre in attesa di essere riconosciuto nei migranti e nei rifugiati, nei profughi e negli esuli, e anche in questo modo ci chiama a condividere le risorse, talvolta a rinunciare a qualcosa del nostro acquisito benessere.

Papa Francesco

– A cosa sono disposto a rinunciare per il bene di un’altra persona?

Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore

IX Gesù cade per la terza volta: Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui. Dalle sue piaghe siamo stati guariti

Ti saluto o Croce santa, che portasti il Redentor.
Gloria lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor.

In fuga da situazioni di miseria o di persecuzione verso migliori prospettive o per avere salva la vita, milioni di persone intraprendono il viaggio migratorio e, mentre sperano di trovare compimento alle attese, incontrano spesso diffidenza, chiusura ed esclusione e sono colpiti da altre sventure, spesso anche più gravi e che feriscono la loro dignità umana.
Papa Francesco

– Preghiamo Dio perché apra il nostro cuore e ci renda segno di misericordia, che è esperienza di incontro

Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore

X Gesù è spogliato delle vesti: lo spogliarono delle vesti e le tirarono a sorte

Ti saluto o Croce santa, che portasti il Redentor.
Gloria lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor.

Nessuno può fingere di non sentirsi interpellato dalle nuove forme di schiavitù gestite da organizzazioni criminali che vendono e comprano uomini, donne e bambini come lavoratori forzati nell’edilizia, nell’agricoltura, nella pesca o in altri ambiti di mercato. Quanti minori sono tutt’oggi costretti ad arruolarsi nelle milizie che li trasformano in bambini soldato! Quante persone sono vittime del traffico d’organi, della mendicità forzata e dello sfruttamento sessuale! Da questi aberranti crimini fuggono i profughi del nostro tempo, che interpellano la Chiesa e la comunità umana affinché anch’essi, nella mano tesa di chi li accoglie, possano vedere il volto del Signore «Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione» (2 Cor 1,3).

Papa Francesco

– Signore dacci il coraggio di custodire e sostenere la dignità di ogni persona

Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore

XI Gesù è crocifisso: reietto tra gli uomini

Ti saluto o Croce santa, che portasti il Redentor.
Gloria lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor.

In questo, è necessario un cambio di atteggiamento verso i migranti e rifugiati da parte di tutti; il passaggio da un atteggiamento di difesa e di paura, di disinteresse o di emarginazione – che, alla fine, corrisponde proprio alla “cultura dello scarto” – ad un atteggiamento che abbia alla base la “cultura dell’incontro”, l’unica capace di costruire un mondo più giusto e fraterno, un mondo migliore.

Papa Francesco

– Di fronte a tali questioni come può reagire la Chiesa, se non ispirandosi all’esempio di Gesù Cristo? La risposta del vangelo è la misericordia.

Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore

XII Gesù muore in croce: non c’è amore più grande di chi dà la vita per i propri amici

Ti saluto o Croce santa, che portasti il Redentor.
Gloria lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor.

«Adamo dove sei?», «Dov’è il tuo fratello?», sono le due domande che Dio pone all’inizio della storia dell’umanità e che rivolge anche a tutti gli uomini del nostro tempo, anche a noi. Ma io vorrei che ci ponessimo una terza domanda: «Chi di noi ha pianto per questo fatto e per fatti come questo?», Chi ha pianto per la morte di questi fratelli e sorelle? Chi ha pianto per queste persone che erano sulla barca? Per le giovani mamme che portavano i loro bambini? Per questi uomini che desideravano qualcosa per sostenere le proprie famiglie? Siamo una società che ha dimenticato l’esperienza del piangere, del “patire con”: la globalizzazione dell’indifferenza ci ha tolto la capacità di piangere!

Papa Francesco

– E io, per chi piango?

Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore

XIII Gesù deposto dalla croce

Ti saluto o Croce santa, che portasti il Redentor.
Gloria lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor.

La premura paterna di Dio è sollecita verso tutti, come fa il pastore con il gregge, ma è particolarmente sensibile alle necessità della pecora ferita, stanca o malata. Gesù Cristo ci ha parlato così del Padre, per dire che Egli si china sull’uomo piagato dalla miseria fisica o morale e, quanto più si aggravano le sue condizioni, tanto più si rivela l’efficacia della divina misericordia.

Papa Francesco

– In che modo ho fatto l’esperienza e sono testimone della misericordia di Dio?

Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore

XIV Gesù è posto nel sepolcro: lo posero in un sepolcro nuovo

Ti saluto o Croce santa, che portasti il Redentor.
Gloria lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor.

L’amore di Dio, infatti, intende raggiungere tutti e ciascuno, trasformando coloro che accolgono l’abbraccio del Padre in altrettante braccia che si aprono e si stringono perché chiunque sappia di essere amato come figlio e si senta “a casa” nell’unica famiglia umana.
– Ogni giorno le storie drammatiche di milioni di uomini e donne interpellano la Comunità internazionale… Quale di esse mi ha toccato di più?

Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore

XV Gesù risorge dai morti: perché cercate tra i morti colui che è vivo?

Ti saluto o Croce santa, che portasti il Redentor.
Gloria lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor.

Alla radice del Vangelo della misericordia l’incontro e l’accoglienza dell’altro si intrecciano con l’incontro e l’accoglienza di Dio: accogliere l’altro è accogliere Dio in persona! Non lasciatevi rubare la speranza e la gioia di vivere che scaturiscono dall’esperienza della misericordia di Dio, che si manifesta nelle persone che incontrate lungo i vostri sentieri!
– Signore, donami la forza di credere che con il bene si può vincere il male, che la violenza e l’ingiustizia saranno definitivamente sconfitte dalla forza dell’Amore che tu ci dai e di cui ci rendi capaci.

Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore

Preghiera conclusiva
Mentre la passione morte e resurrezione del tuo Figlio continuano ad attualizzarsi nella storia, donami, o Padre, la speranza, il coraggio e la fiducia di lasciare che il tuo cuore si unisca al mio e a tutti i cuori di coloro che soffrono per diventare tutti, con te, sorgente divina della vita nuova. Amen

Canto finale

Signore, donami di percorrere con te
quel sentiero solitario
portando il peso della croce.
Signore, donami di camminare dietro a te
calpestando le tue orme
rese profonde dal peso della croce.

Commissione liturgica casa generalizia.

 

 

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