In Alleanza

Il blog del Centro Internazionale di Spiritualità

Ringraziamento di Sr Nadia Coppa, Superiora Generale, durante la celebrazione del passaggio della nuova amministrazione generale

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Desidero ringraziare brevemente, a nome personale e delle mie collaboratrici, per la partecipazione così sentita a questa celebrazione intensa e commovente. Un momento forte in cui abbiamo fatto esperienza dell’Amore tenero e forte del Signore che ci precede e ci accompagna con premura e pazienza offrendoci ogni volta, ad un di più di vita per noi e per gli altri.

Ringrazio don Oliviero, fratello e amico delle Adoratrici del Sangue di Cristo, per aver condiviso la Parola di Dio, e per averci aiutato a celebrare il mistero di Cristo nella nostra vita e a ciascuno di voi convenuti a condividere questa gioia.

Ringraziamo tutti i sacerdoti (Padre Vito, Don benedetto, Padre Jeffry, Padre Arlindo), i seminaristi, la comunità internazionale, tutte le asc giunte dalle comunità e voi amici. Ritrovarci intorno al calice dell’Amato Agnello è sicuramente l’opportunità più ampia per manifestarci reciprocamente quella vicinanza, quel sostegno e quella fiducia di cui c’è bisogno quando ci troviamo di fronte ad un nuovo inizio.

La pazienza infinita di cominciare… mantenendo vivo il desiderio di fare costantemente esperienza della novità che solo Dio può porre nell’intimo del nostro cuore.

Sono tanti i sentimenti con i quali iniziamo questo servizio alla Congregazione… Timore e tremore… Timore per la consapevolezza che il Signore si propone attraverso inviti inattesi, tremore per la paura di non essere capaci di rispondere pienamente alla sua volontà.

Sentimenti contrastanti, come potete immaginare, ma se siamo qui è per riconfermare la nostra adesione amorosa al Signore che non si stanca di condurci sempre più oltre noi stesse nel dono e nell’obbedienza nuda della fede.

Abbiamo celebrato l’eucaristia nella quale tutte, in modalità uniche e singolari, abbiamo rinnovato con consapevolezza nuova la nostra appartenenza intima e profonda all’Amato Sposo che ci conduce su vie inesplorate, chiedendoci semplicemente un docile abbandono.

C’è una parola che risuona ripetutamente nella liturgia di oggi e che è l’invito profondo che il Padre ci sussurra dolcemente sfidando il nostro cuore spesso diviso… tra “doveri servili” e “desideri d’amore di figli/e”: obbedire con radicalità all’Amore eccessivo e smisurato di Dio.

Abbiamo gustato uno dei testi più belli della Scrittura : l’inno a Cristo svuotatosi per noi e per la nostra salvezza. Don Oliviero, nella sua omelia, ha spezzato per noi questa Parola… E anch’io, permettetemi, tenterò timidamente di condividere un pensiero… che è sentimento orante, maturato nella mia preghiera personale e che ha riscaldato il mio cuore.

Paolo, con toni accorati, ci consegna a ciascuno di noi un programma di vita, oggi, in modo particolare, sento questa Parola per noi, chiamate a servire la Congregazione per i prossimi sei anni. E’ una parola forte, esigente… dura… rivolta a me, a te Mattjia, a te Wieslawa, a te Bridget, a te Dani… è per te Manuela, per te Maria Grazia… per noi che iniziamo questo cammino affascinante del metterci umilmente sulle orme di Cristo per imparare ancora da Lui cosa significhi farsi dono in questo servizio di guida alla Congregazione.

Desideriamo metterci alla scuola del Maestro per assumere gli stessi suoi sentimenti (Fil. 2,5) e imparare l’obbedienza nuda della fede (cfr Fil. 2,8) … terremo fisso lo sguardo su di Lui affinchè questa nostra fragile risposta d’amore si esprima un di più di vita per ogni ASC sparsa nel mondo e la nostra vita trasformata. Desideriamo  essere Vangelo che tutti possono leggere attraverso le nostre scelte e la nostra vita in comunità per la missione.

Cercheremo di tradurre l’obbedienza nel dedicare la vita a ciò che la rende vera, amando ogni persona, ricercando la bellezza che guarisce il cuore, il senso di ogni cosa e l’armonia feconda di ogni incontro.  Ascolteremo i desideri e i sogni di ogni ASC e cercando modalità concrete per muovere piccoli passi insieme verso il futuro che Dio sta sognando per la nostra Congregazione.

Cercheremo di compiere  le scelte in fedeltà al sogno di MDM…, individuando i mezzi e modalità semplici, ma nuove per sviluppare percorsi, per vivere le sfide dell’oggi.

Non faremo grandi cose, ma cercheremo di essere una piccola fiammella posta sopra ad un candelabro semplicemente per donare un po’ di luce e per far gioire coloro che vogliono lasciarsi scaldare da questa fiamma.

Sceglieremo la via della contemplazione per maturare quella disposizione interiore che ci aiuterà a rispondere al grido del Sangue.

Daremo una risposta concreta alle chiamate che abbiamo ricevuto negli Atti AG 2017 coinvolgendo tutte e cercando di ascoltare le voci di ognuna e di questo nostro mondo che costantemente ci interpella e ci sfida ad essere chiesa in uscita.

Lasceremo che il nostro carisma fluisca nelle nostre scelte cercando di non opporre resistenza alla potenza sanante e riconciliante del Sangue di Cristo.

Ci disporremo con docilità e apertura di cuore in ascolto della Parola, perché ci trasformi ed elevi la nostra esistenza sino a ciò che la rende autentico dono per gli altri cercando, nella nostra relazione con il Signore e tra noi, il coraggio di esporci, di comprometterci, appassionarci sempre più profondamente alla nostra missione comune nella Chiesa, aprendo il cuore all’ospitalità scegliendo di far crescere la vita.

In questo cammino non saremo sole… perché percorreremo insieme questo sentiero tracciato da MDM, da Serafina Cinque, dalle consorelle Martiri della Carità e della Fede e da ogni adoratrice che ci ha precedute e da quelle che camminano accanto a noi.

Seguiremo il sentiero tracciato dall’Amministrazione che ci ha preceduto, dalla visione che come Congregazione stiamo acquisendo. Cammineremo insieme, in cordata. Nessuna è esclusa… tutte chiamate insieme a collaborare in apertura allo Spirito per l’unità globale.

Continuate a pregare per noi. Accompagnateci con la fiducia che il Signore si serve di ciò che è piccolo e fragile per fare cose grandi. La logica evangelica è la logica della piccolezza, dell’inedito, del possibile sul nostro impossibile… Credere in questo è essere aperte all’opera di Dio e all’esperienza della fede. Il Signore si faccia sempre più spazio nelle nostre vite e svuotandoci di noi stessi ci ricolmi di Sé e di quella Carità che siamo chiamate a “ritrarre e riflettere” (CdV 2).

Grazie ancora di cuore

Sr Nadia Coppa, ASC

Superiora generale

 

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